
Artemisia, una ragazza solare e curiosa, decise di fare un viaggio ad Atene. Quando finalmente arrivò, in aeroporto trovò subito la sua famiglia ospitante ad accoglierla; una madre, un padre ed un figlio. Artemisia salutò in inglese, il figlio e la madre contraccambiarono il saluto, ma il padre la guardò storto, così il figlio gentilmente le disse: “ lui parla e capisce solo Greco Antico”. Artemisia annuì, molto stupita, tanto che per tutto il viaggio verso casa non riuscì ad aprire bocca, invece Dimitri, il figlio di Nikos e Aura (i suoi ospitanti), continuò a parlare, era felice che Artemisia fosse lì, voleva farle vedere tutta la loro casa. Artemisia, appena diciottenne, faticava ancora ad accettare l’euforia di ragazzini di otto anni più piccoli di lei , come Dimitri. Arrivati a casa le fece fare il tour come promesso e le mostrò la stanza che avrebbero diviso. Quella stessa notte Artemisia, sentendosi più lucida, prese coraggio, così cominciò a fare domande a Dimitri, che parlava molto bene inglese. Cominciò subito con una domanda diretta: - “Perché tuo padre parla solo Greco Antico?”- ; il ragazzino si bloccò per dieci secondi e poi rispose:- “ Non lo so, io cerco di capirlo da molto ma non ci sono mai riuscito, non è che ti va di aiutarmi?”-. Artemisia molto emozionata disse subito di sì e gli chiese: - “Hai mai visto tuo padre andare da qualche parte da solo?”-. Ci pensò un attimo e poi rispose:- “In effetti non ho mai visto il suo studio, ci va sempre da solo”-.-“Perfetto, ci va anche di notte?”-.- “No, non ci va mai, che io sappia”-. Decisero di andare a controllare, ma trovarono un normale studio pieno di polvere, con una scrivania disordinata e piena di scartoffie. Decisero comunque di ispezionare tutta la stanza. Dimitri cercava in un piccola scatola, Artemisia cercava in una grande, e finalmente dopo un’ora di ricerche , Dimitri trovò una foto in bianco e nero di un sito archeologico, in cui si riconosceva anche il volto di suo padre. Artemisia, invece, trovò una lettera che lesse ad alta voce a Dimitri: "Quando scopristi quel tempio, mi aspettavo che non saresti stato capace di finire la tua impresa, per te era un peso troppo grande mantenere una promessa, vero? Sei andato via senza dirmi niente lasciando qui con me nostra figlia. Sai cosa ti dico… non farti più vedere!”
Dopo aver letto la lettera, nella testa di Dimitri e Artemisia, partirono a raffica molte domande: “A chi era indirizzata la lettera?” “Chi è Asha?” “Chi è la persona che ha scritto la lettera?” La prima a parlare fu Artemisia, sempre attenta ai dettagli:- “Come è stata spedita la lettera?.. se non ci sono né data, né nome, né francobollo?”-. Dimitri continuò:- “Vorrei tanto saperlo, secondo me, dato che in questi giorni non abbiamo niente da fare potremmo cercare di capire dove sia stata scattata la foto e poi andare a cercare indizi nel posto.”- Artemisia rispose:- "Ok. Andiamo a letto; cercheremo di capirlo domani . Notte.”- “Notte”. La mattina dopo si alzarono tardi, quando Nikos e Aura erano già a lavoro. La casa piena di colori e mobili sgargianti, dava ad Artemisia molta energia. Mentre lei faceva colazione, Dimitri si stava spremendo le meningi per cercare di capire in quale luogo fosse stata scattata la foto. Ci pensò molto e alla fine esclamò:-”Ho capito! Ho capito!”-. Artemisia sobbalzò poi si rimise composta e con molta euforia in corpo disse:- “Sputa il rospo! Puoi dirmelo… così lo cerco su Google maps!”-. Dimitri, con la foto in mano, rispose: -“Questa è un’isola che si chiama Antikythera , ma è abbastanza distante da qui; non ci si può arrivare in aereo perché non ha un aeroporto, ed è poco popolata. L’ho studiata a scuola l’anno scorso! Ci si può arrivare più velocemente se si prende un volo per Kythira e poi un traghetto.”-. Artemisia con il cellulare in mano esclamò:- “ Guarda ho già trovato un volo economico; partirà dall’aeroporto qui vicino domani per Kythira, e c’è anche un traghetto per Antikythera!”. -“Perfetto!”-
L’indomani mattina, con il consenso della mamma, partirono in aereo. Dopo poco si sentì la voce del pilota dire:- “Ci scusiamo per il disagio, ma ci siamo accorti ora che un’ala dell’aereo è leggermente guasta quindi atterreremo nell’ aeroporto più vicino”.- Dimitri e Artemisia si guardarono senza dire niente durante tutto l'atterraggio. In quel momento erano preoccupati, più per il volo da prendere successivamente, che per l’ala rotta. Atterrarono a Sparta, così presero un altro aereo. Qui parlarono a non finire, cercando di farsi tutti gli scenari possibili sulla figlia e su chi fosse. Arrivati a Kythira trovarono una simpatica ragazza ventenne, che dopo aver sentito la loro storia decise di aiutarli e si offrì di accompagnarli in traghetto e anche di ospitarli ad Antikythera dato che aveva una casa lì. Il viaggio in traghetto fu piacevole e tra risate e racconti. Artemisia notava sempre più una strana sintonia tra Dimitri e la ragazza. Arrivati ad Antikythera era già buio e andarono direttamente a casa di Asha, la ventenne, per passare la notte lì. La mattina dopo si svegliarono con la colazione già in tavola . Asha quella mattina insistette che voleva accompagnarli nella loro ricerca. Artemisia e Dimitri accettarono subito e le fecero vedere la foto; Asha fece un’espressione nostalgica e disse :- “In questo posto io ci giocavo sempre da bambina, mamma mi diceva che stare lì mi avrebbe fatto dimenticare papà, che se n’è andato al mio terzo compleanno”- “Oh , mi dispiace”- dissero in coro Artemisia e Dimitri. Non avevano mai sentito una storia di abbandono e li rendeva molto tristi . Arrivati a destinazione videro il tempio, sempre identico alla foto, neanche un pezzetto di terra diverso, niente. Asha disse:-” Si pensa che questo tempio sia maledetto, perché, quando un uomo, tanto tempo fa provò a riesumarlo, finì per non ricordarsi più la nostra lingua, né riuscì più ad impararne altre, solo greco antico, nient’altro. Io invece credo a mia madre, una dea greca, che mi raccontava della punizione data a mio padre, l’uomo che provo a riesumare il tempio, per averci abbandonate. Artemisia, che non si dava spiegazione, chiese:- “Come? Esistono gli Dei?!” -“Sì . Esistono ne sono sicuro”- disse con fermezza Dimitri”. In quel momento apparve dal nulla una figura femminile che disse:- “Mi chiamo Era, ragazzina e sono qui per farti vedere che gli Dei esistono”-. In quel momento Artemisia e Dimitri si guardarono e capirono che Asha era la sorellastra di Dimitri ; Nikos era il padre che l’aveva abbandonata e che era stato punito dalla dea Era che in quel momento era davanti a loro. Dopo questo sguardo intenso Artemisia disse :- “Grazie Era, ma ora dobbiamo lasciarti . Dobbiamo congiungere una figlia a suo padre”.- Partirono e portarono Asha a casa di Dimitri. Appena Nikos la vide, l’abbracciò e si mise a piangere. Una forte luce invase la stanza; Nikos ora riusciva a parlare altre lingue.
Il giorno dopo Artemisia partì contenta perché sapeva che nella famiglia di Dimitri non ci sarebbero più stati segreti.